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Le proposte della Slc Cgil per le RSU/RLS di Mediaset – Reti Televisive Italiane di Roma

Premessa

La televisione sta cambiando più velocemente di quanto le aziende vogliano ammettere. L’arrivo massiccio dell’intelligenza artificiale, la transizione oltre il digitale terrestre e la spinta verso modelli produttivi virtualizzati stanno trasformando mestieri, competenze e condizioni di lavoro. Dietro la retorica dell’innovazione si nasconde spesso altro: riduzione del personale, appalti al ribasso, carichi non sostenibili, precarizzazione programmata e un controllo crescente dei processi produttivi attraverso sistemi automatizzati. Senza un argine sindacale, chi lavora rischia di pagare tutto il costo di una rivoluzione decisa altrove.

In un settore strategico come quello del broadcasting, queste trasformazioni hanno un effetto diretto anche sulla qualità della vita democratica del Paese. Senza una televisione libera non può esserci democrazia.

Per questo ci prendiamo cura ogni giorno di chi lavora nella comunicazione: perché non diventi mai strumento dei potenti, ma possa difendere la propria autonomia e libertà. Per farlo serve lavoro di qualità. Significa combattere la precarietà, la frammentazione degli appalti, la svalutazione delle professionalità e la riduzione dei salari. Significa difendere chi lavora nelle grandi reti televisive, dove la filiera si allunga mentre sicurezza e tutele si assottigliano.

La modernizzazione non può essere una scusa per abbassare diritti e salari. Deve essere un’occasione per valorizzare competenze tecniche e creative, garantire formazione seria sulle nuove tecnologie e governare gli impatti dell’IA invece di subirli. È tempo di cambiare. Unisciti a noi per difendere il lavoro e la libertà d’informazione nel nostro Paese.

LAVORO DI QUALITÀ, MENO PRECARIETÀ, PIÙ SALARIO

Appalti, partite IVA, stage e lavoro a termine

Vigileremo con ancora più forza sulle esternalizzazioni e sugli appalti che generano precarietà e dumping salariale. Denunceremo ogni pratica lesiva dei diritti e chiederemo una filiera più corta, trasparente e sicura.

Gli stage non devono sostituire lavoro vero. Le partite IVA involontarie vanno superate. Nei centri di produzione e nelle reti televisive servono stabilizzazione, formazione e professionalità riconosciute.

  • Ridurre la catena degli appalti nelle reti televisive, imponendo trasparenza e responsabilità solidale
  • Verificare ogni cambio appalto, garantendo continuità occupazionale e rispetto dei trattamenti economici acquisiti e, come previsto nell’AIA, l’applicazione dei contratti sottoscritti dalle OO.SS. maggiormente rappresentative.
  • Contrastare l’uso improprio delle partite IVA, chiedendo stabilizzazioni strutturate nei reparti editoriali, tecnici e produttivi.
  • Limitare gli stage: devono essere formativi, retribuiti adeguatamente e non sostituire personale vero.
  • Aprire un tavolo permanente sugli effetti dell’automazione (IA) affinché non diventi una

scusa per esternalizzare ulteriormente.

RETRIBUZIONI, FORFAIT E PDR

Abbiamo ottenuto nel CCNL aumenti che recuperano l’inflazione, inclusa quella pregressa, e

ridotto il gap degli aumenti salariali nelle radio, che prima erano del 30% e ora si sono ridotti di oltre il 20%. In vista del prossimo rinnovo dell’AIA, che vogliamo far partire subito dopo il rinnovo delle RSU, vogliamo:

  • ulteriore riduzione della distanza economica tra light e assunti prima del 2018;
  • aumento del forfait per l’8° livello, soprattutto per i light, oggi i più penalizzati;
  • valutazione dell’impatto dell’IA sugli indicatori del premio di produzione;
  • Equiparazione di tutti i turni a rotazione ai turni avvicendati;
  • Adeguamento delle indennità per lavoro notturno, festivo, spezzato e disagiato.

DIRITTI, WELFARE E CARRIERE

AIA e sviluppo professionale

  • Ulteriore riduzione della distanza economica e temporale per gli assunti dopo settembre 2018.
  • Definizione di percorsi professionali certi, non discrezionali.
  • Accesso al 7° livello per il ruolo di mixer video, riconoscendone le competenze tecniche e la centralità operativa.

Smart working, orari, permessi

  • Estensione strutturale dello smart working alle figure compatibili.
  • Riconoscimento del lavoro a rotazione come turno a tutti gli effetti.
  • Portare la scadenza dei permessi retribuiti almeno fino a dicembre, superando il limite attuale di settembre.

Polizza sanitaria e fondo pensione

  • Recupero e ampliamento delle prestazioni sanitarie per dipendenti e familiari, anche ricorrendo a sinergie esterne con la polizza di settore SALUTESEMPRE.
  • Aumento della quota aziendale del fondo pensione almeno al 2%.

Welfare, CAE e inclusione

  • Estensione delle convenzioni e dei servizi aziendali tramite fondi europei.
  • Rafforzamento del fondo Welfare AIA per attività culturali, ricreative e collettive in stile CRAL.
  • Sostegno economico per strumenti utili all’autoformazione e all’aggiornamento professionale.

SALUTE, SICUREZZA E DIGNITÀ DEL LAVORO

Le nostre RLS continueranno a segnalare rischi, stress lavoro-correlato, problemi di disconnessione, turnazione, orari disagiati e la mancanza di parcheggi interni sorvegliati. La sicurezza non è negoziabile, nella TV di oggi e in quella di domani.

Cosa chiediamo:

  • Interventi immediati sulle criticità segnalate dalle RLS:
    • rischio stress lavoro-correlato;
    • turnazioni pesanti e orari disagiati;
    • diritto alla disconnessione;
    • carenza di parcheggi interni sorvegliati.
  • Monitoraggio dell’impatto dell’IA su ritmi, responsabilità e carichi di lavoro.
  • Più investimenti sulla sicurezza nelle sedi e negli studi.

FORMAZIONE E FUTURO

Proponiamo l’ampliamento delle 150 ore con una quota dedicata all’autoformazione, in particolare sull’intelligenza artificiale, e chiediamo all’azienda un report trasparente sull’introduzione dell’IA nei processi produttivi e sui suoi impatti e sulla transizione tecnologica

  • Ampliamento delle 150 ore, con una quota vincolata all’autoformazione in ambito tecnologico.
  • Formazione continua su:
    • uso corretto dell’intelligenza artificiale;
    • nuovi workflow digitali post-DTT;
    • standard di produzione multicanale e multipiattaforma.
  • Richiesta di report annuale aziendale sugli impatti dell’IA e della transizione tecnologica.

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